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Visualizzazione dei post da 2024

Ancora 36 ore.

Sono andata a controllare, lo scorso fine Dicembre non ho pubblicato nessun post riguardante  l'anno in scadenza. Mi sa che ero davvero troppo confusa. Stamani mi hanno fatto girare il cazzo che non ho, e ora la rabbia non mi lascia, ma mi lascerà. La rabbia è una risorsa, ti urla in faccia cosa ti fa stare male.  Però scrivo sotto il suo influsso, perchè stamani ho avuto l'ennesimo esempio di come la gente non abbia il minimo rispetto per gli altri. Io che cerco di trovarlo sempre.  Ora parto con un elenco di cose imparate (o quasi) nel 2024: - lasciar andare quello che non fa per noi (quasi); -mettersi al primo posto (quasi); -lasciarsi attraversare dai sentimenti, ma cercare di non farsi comandare o soggiogare da essi; -il mio io sa cosa voglio, lo devo ascoltare di più; -la resa non fa per me ( ma questo l'ho sempre saputo); -insistere, credere che quello che cerco da sempre arriverà; -non criticarmi troppo, non essere troppo dura con me stessa (quasi); -parlare, apri...

Io non mi accontento più.

Il 2024 è stato un anno tosto, pieno di nuove consapevolezze, di fini e di inizi, e di nuove fini a cui si spera seguiranno nuovi inizi.  Le cose che sono sempre con me, gli amici, la famiglia, quelli sono d'acciaio e li ho trovati al mio fianco, non giudicanti e aperti all'ascolto, sinceramente addolorati con me quando c'era da essere tristi e felici e rindanciani quando c'era da ridere. E che pianti, e che risate. Non sentivo così tanto da anni. Come se fossi stata cieca, sorda e muta per mesi e poi all'improvviso avessi riacquisito tutti i sensi in una botta sola. Roba intensa, a tratti meravigliosa, a tratti buia. Ho dovuto arrendermi alle evidenze talvolta, io che non sono fatta per la resa, io che ho difficoltà con il lasciar andare. Ho lasciato andare sentimenti, persone e parti di me che non mi appartenevano più. Mi sono liberata di strati di pelle che avevo accumulato sotto la spinta di cose che credevo di dover fare, dover essere, dover sentire, dover sopp...

Frammenti d'amore

Ieri osservavo la mia bestiolina mentre giocava nel parchino vicino l'asilo, come gioioso corresse incontro a bambini sconosciuti con quell'entusiasmo contagioso che solo a quell'età si possiede. Sapevo, perchè non sono così fiduciosa negli altri e perchè conosco gli animi, che uno di loro l'avrebbe ferito. Era il classico bulletto, seppur davvero piccolo, seppur non per sua colpa, ancora, ma perchè riflesso di altri individui da cui impara a esserlo. Ho visto la felicità sul volto del mio tesoro piano piano tramutarsi in incredulità, in incomprensione mentre tentava di capire perchè le sue buone intenzioni venissero così osteggiate, sminuite e rifiutate. L'ho visto abbassare la testa, da lontano perchè non volevo interferire troppo visto che non sarò sempre presente per proteggerlo dal male altrui. L'ho visto inclinare le labbra in basso e tornarsene a capo chino verso di me. "mi ha detto delle parole brutte", "lo so amore, non dovresti stare con...

Parole

Ho un immenso bisogno di parlare, di comunicare, di avere uno scambio di idee. Oggi mi sembra quasi di impazzire, è una necessità impellente. Dicono che per un 'overthinker' c'è necessità di un ottimo comunicatore. Hanno ragione. Non potendo comunicare al momento come vorrei e non potendo ballare, non ho una valvola di sfogo degna e quindi scrivo. Comunico con il mondo, con sconosciuti che leggono da chissà dove e chissà con quali pensieri sul mio conto. Mi sento sopraffatta dai pensieri, alle volte mi tengono in scacco la notte, poi afferro i piedini caldi della mia bestiolina e cerco di dormire. Mi sento contesa da un sentimento di colpa perchè tutto sommato faccio una bella vita quando sulla destra della mappa del mondo, rispetto a me, la gente muore bruciata e affamata ogni santissimo giorno; in colpa perchè mi lamento quando invece non dovrei. Mi sento impotente, facente parte di un occidente che sta a guardare un paese di folli che indisturbato gira un film horror. Mi...

Colazioni pensierose

 Mi sono svegliata serena, poi mentre gustavo i pancake appena fatti la mia mente ha cominciato a intasarsi di pensieri. Mi succede spesso eh, o meglio, non credo di essere mai inabitata da pensieri. Ma la mattina, proprio a colazione, divago parecchio. Stamani ce l’avevo con tutte le minchiate che mi tocca sentire, da parte di chi dovrebbe rappresentare una guida per il popolo o per quelli che credono in Dio e che invece spara a raffica robe medievali. I medici sicari quando aiutano le donne ad abortire, un diritto stabilito dalla legge e che nel 2024 stanno tentando di cancellare. Invece di andare avanti, vogliono portarci indietro, dove si era più controllabili, più intimoriti, meno liberi. Il capo di uno stato che ha mietuto piu’vittime di qualunque altro forse, in nome della fede, e che continua a mieterne proteggendo i propri ministri pedofili, dà del sicario a un medico che salva vite. Vorrei sapere quando mai uno di loro abbia salvato davvero materialmente una vita. Il capo...

Impressioni di Settembre.

Settembre, sinonimo di nuovi inizi, quasi fosse un Gennaio qualunque. Circoli che si ripetono, in anni, mesi, settimane, come le ruote che rotolano sull'asfalto, come le girandole sospinte dal vento sui terrazzi, le fasi lunari e i cicli mestruali, le situazioni in cui ci ritroviamo. Un nuovo lavoro, la fine di un altro, un nuovo amore, la fine di un altro, una nascita, una morte, una nuova casa, una casa che lasciamo, un nuovo progetto, uno che abbandoniamo. Sembra di vivere dei dejavu, momenti in cui sei sicuro di essere già stato, che però si ripresentano perchè finite, per quanto innumerevoli, sono le dinamiche mortali. Quello che ho imparato però, la tanto di moda "skill" acquisita, è a ridurre i tempi di reazione o ripresa, a seconda del caso. Dieci anni per levarmi di dosso l'idea di qualcosa che poteva essere ma che esisteva solo nella mia romantica e masochista anima, da ragazzina. Poi un anno per ritrovare me stessa, persa nella mia ostinata ostinazione. Ade...

Time of my life

 "The time of my life"è il punto in cui mi trovo adesso, nessuna coordinata di latitudine e longitudine, ma una breccia spartiacque tra il prima e il dopo, tra quello che è stato e sono stata, e quello che sarà e che sarò. E' una sensazione di estrema lucidità, di accettazione della realtà, di coraggio e consapevolezza. Non è stato facile arrivarci, il percorso è stato lungo, doloroso, tormentato, dominato da insoddisfazione, rabbia e apatia che si alternavano nel mentre che mi dicevo che ero sbagliata io, che potevo cambiare, che potevo farmi andare bene tutto quello che avevo. Sono sempre stata un'anima alla ricerca, quindi per natura inquieta, mi ripetevo. Vero. Ma poi i puntini hanno cominciato a unirsi tra loro, la luce si è fatta strada tra i dubbi e tante delle cose rinnegate, messe a dormire, o semplicemente ignorate sono riemerse e si sono concatente tra loro costruendo una rete grigia che era l'immagine che evocavo quando mi si chiedeva come immaginassi ...

L' ardire.

 Alla domanda «Come immagini la tua mente?» ho risposto «Come una rete incasinata». «Puoi dirmi qualcosa di più di questa rete?» La vedevo come una serie di ragnatele parallele fra loro disposte su piani che si intersecano a creare un intrico di fili grigi, a maglie abbastanza strette. Sfondo nero. E mi sentivo costretta tra quelle reti. «Cosa faresti a quella rete?» Ho mimato il gesto di allargarla partendo dal centro e spingendo verso i lati in modo che le ragnatele rimanessero sui bordi e al centro aumentasse il nero. Poi ho visto un volto emergere da quel buio. E poi piano piano quel tunnel di fili si è trasformato in un tunnel fatto di tronchi e chiome verdi, fitti fitti da schermare in buona parte la luce del sole che filtrava nel tentativo di rischiarare tutto. E poi ho agganciato il ricordo della mia poesia preferita, I Boschi di Westermain, e l'immagine della copertina del mio libro preferito in cui nel mezzo del bosco è dipinta una casa. "Entra in quei boschi incanta...