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Io non mi accontento più.

Il 2024 è stato un anno tosto, pieno di nuove consapevolezze, di fini e di inizi, e di nuove fini a cui si spera seguiranno nuovi inizi. 

Le cose che sono sempre con me, gli amici, la famiglia, quelli sono d'acciaio e li ho trovati al mio fianco, non giudicanti e aperti all'ascolto, sinceramente addolorati con me quando c'era da essere tristi e felici e rindanciani quando c'era da ridere. E che pianti, e che risate. Non sentivo così tanto da anni. Come se fossi stata cieca, sorda e muta per mesi e poi all'improvviso avessi riacquisito tutti i sensi in una botta sola. Roba intensa, a tratti meravigliosa, a tratti buia. Ho dovuto arrendermi alle evidenze talvolta, io che non sono fatta per la resa, io che ho difficoltà con il lasciar andare. Ho lasciato andare sentimenti, persone e parti di me che non mi appartenevano più. Mi sono liberata di strati di pelle che avevo accumulato sotto la spinta di cose che credevo di dover fare, dover essere, dover sentire, dover sopportare, dover evitare. E sapete cosa si celava sotto gli involucri? La vera me, quella che da sempre so di essere e che spesso trovavo dicotomica perchè divisa tra aspetti cotrastanti tra loro. Invece facevano tutti parte di me. Io sono questa, complessa e non complicata, intensa e non pesante, diversa e non strana. Gli obiettivi che pensavo di dover raggiungere come tappe di un percorso quasi obbligato, li ho raggiunti. Non mi pento delle scelte, perchè sono dove devo essere. Ma non sento più il peso di dover accontentare qualcuno, non deludere qualcun altro, di piacere a tutti, di mettere a tacere la voce che dal profondo mi parla. Quella voce non riesce più a restare inascoltata, quella voce urla quando la ignoro.

In questi mesi ho ascoltato tante storie, di donne e uomini, ma soprattutto di donne. Donne che hanno ritrovato la loro voce, donne che non riuscivano più a continuare a fingere, a ignorare qualcosa che non era più per loro. Donne che hanno seguito i loro desideri. E se devo dirla tutta, con onestà, su una mera statistica personale, le ho trovate tanto più coraggiose degli uomini. Pronte a reinventarsi, a rimettersi in gioco, a rischiare tutto, seppur intimorite dall'ignoto ma mai soggiogate dalla paura. Donne che si sono aperte, che hanno esposto le parti più vulnerabili di sè, che hanno mostrato i loro lati più nascosti. Donne che vogliono evolvere. Sono grata per i loro racconti, per la loro condivisione, perchè mi sono sentita meno sola in questa rivoluzione. 

Cosa auguro a tutte noi? Quello che desideriamo. Quella connessione che cerchiamo. Quando scopri di poter fare tutto da sola, quando sei indipendente e libera, cerchi persone che aggiungano e non sottraggano. Qualcuno mi ha confessato " forse preferisco accontentarmi". Beh, io no. Io non mi accontento più.


 


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