Le rondini mi hanno condotto a Istanbul. Le rondini e un ragazzo che le ama quanto me.
Ho finito di leggere la Profezia di Celestino là, libro consigliatomi da un perfetto sconosciuto, un gentile e generoso perfetto sconosciuto. Nel libro si parla dei segni, delle sincronicità, delle coincidenze significative, di come riconoscerle, chiamarle a sé. Che ci crediate o meno, io ne ho trovate così tante a Istanbul da lasciarmi sempre con un sorriso sul volto e uno scuotere delicato della testa come a significare "eccone un' altra, incredibile". Ho accolto tutti questi segni, senza farmi troppe domande, e visti come i sassolini lasciati per terra per ritrovare la strada giusta per me. Ognuno sussurrava "sei dove devi essere, fidati del processo, fidati del tuo intuito, non ascoltare gli altri perché solo tu sai".
Dopo quasi due anni sono tornata a sognare sogni vividi, complessi, pieni di significati, anche se non sempre, o ancora, interpretabili. Ho ripreso a dormire senza mille risvegli. Ho incontrato una sciamana, potrei definirla così. Ho abbandonato sentimenti. Sono sulla strada giusta, lo sento. Talvolta mi perdo ancora, ma poi ritorno e mi ricentro. Se pensavate che fosse un post in cui vi descrivevo la città di Istanbul, vi siete sbagliati. Le aspettative, ormai si sa, tradiscono sempre.
Ognuno vede un' Istanbul diversa. Io l'ho vista con i miei occhi, e con gli occhi di Met in sella a una moto da cui pregavo di scendere ogni volta "safe and sound"; l'ho trovata tra i tavolini dei bistrot condividendo colazioni turche che sembravano pranzi, in un ristorante a pulire il finocchietto ascoltando musica jazz, seduta scomposta su una poltrona in velluto ocra, sorseggiando tè nero in una giornata di pioggia con ancora tanta musica jazz. Mi rimangono tante canzoni di quei giorni, uno dei miei modi preferiti di legare le persone ai ricordi.
Met mi ha regalato tante canzoni, tante colazioni, alcune frasi che sembravano uscite da un manuale di crescita personale fatto su misura per me, tanti tè neri, i delfini nel mezzo del mare a fianco della nostra canoa, la luce che adora di più, in un particolare momento del giorno, quando in moto sfreccia tra i viali. Ma sopra tutte queste cose due sono state le meraviglie: la sua sensibilità, la sua totale fiducia nelle persone e la sua bontà d'animo; e le rondini, che ho visto solo nei cieli sopra casa sua, da nessun'altra parte in tutta l'Istanbul che ho visitato. Ho scoperto che le rondini laggiù hanno una voce diversa, Met dice che sono turche, come dargli torto.
E come ho detto a lui, non lo so perché le nostre anime si sono incrociate, forse dovevo scoprire che le rondini hanno voci diversi in cieli diversi. Diversi, ma simili. Simili, ma diversi.
Take care of you, Chef Metto. : )
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