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Febbra, Fromm, Nash.

 Febbra. Non mi ricordavo quasi più come fosse sentirsi male, credevo di averla sfangata quest’anno ma appena abbassi la guardia è così, arriva il conto. Vabbe, mi riposo e leggo L’arte di amare di Erich Fromm. Ve lo consiglio se siete menti aperte  alla ricerca di insegnamenti, se invece siete tipi che leggono solo per avere facili conferme, allora no, leggete Gotto. Fromm è disturbante a tratti. Non fa per voi. In realtà però volevo scrivere semplicemente una riflessione che ho fatto un paio di volte oggi,e in passato. Come sia meraviglioso scoprire canzoni che ancora ci erano sconosciute e come sia altrettanto meraviglioso che ce ne facciano dono, amici, film, sconosciuti. Anche nelle pessime esperienze, in quelle che vorresti dimenticare, se ne ricavi una bella canzone, allora va bene lo stesso. Volevo scrivere “vinci lo stesso” ma la presenza di Fromm è qui e mi ricorda che l’essere umano moderno pensa solo alla soddisfazione di un bisogno. Vincere sarebbe catalogabile co...
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10+.

 L'oroscopista stamani scrive che dal 20 di Aprile finalmente la fortuna sorride ai Capricorno e ci affida un 10+. Ma quando mai l'ho visto un 10+ dopo i tempi del Liceo? Che faccio, gli credo? Sfrutto l'effetto placebo derivante, una specie di Felix Felicis, la Fortuna Liquida di Harry Potter che una volta deglutita renderà favorevole ogni futura impresa? Essere me, sospesa tra i mille dubbi, tra la ragione e l'istinto, tra l'Ego e i sentimenti puri, tra la scienza e l'esoterico quanto è confondente e faticoso? Ma la fatica da dove nasce, forse dal voler non accettare queste multisfaccettature come parte di un unicum e dal combatterle, imbrigliarle, spiegarle a se stessa e agli altri? Accogliere è la chiave. Non sono una persona risolta, sono in cammino e quando sento altri definirsi RISOLTI mi si accappona la pelle dietro il collo. All'inizio perché dubito di me, mi castigo istintivamente, poi perchè mi spaventa tutta quella risolutezza. Abbiamo spesso que...

Esistono anime che provano. Non tutte riescono.

Buffo che scriva più o meno volutamente con la Luna piena, prima non davo lei valore e attenzione. Sembra smuova sempre qualcosa, oltre le maree, un moto interno dell'anima forse. Dice questa Luna piena in Bilancia chiuda un ciclo di circa sei mesi, iniziato con la Luna nuova nello stesso segno, una Luna in cui si è seminato e ora si deve raccogliere e recidere. Ingenuamente si crede spesso di dover allontanare o tenere persone, invece nella maggior parte dei casi tutto si riferisce a noi e poi anche nelle relazioni. Ma siamo noi a dover abbandonare maschere che ci rabbuiano, che oscurano le ferite da loro protette. Le maschere hanno avuto una funzione e torneranno, ma guardandole con consapevolezza e soprattutto con amore e accoglienza, possono convivere con noi e non remare contro. Voglio allentare i muri che erigo quando le cose non procedono nel modo e alla velocità che mi aspetterei, voglio ripetermi che ho fatto quello che potevo con gli strumenti che avevo ma che posso salir...

Brillare, nonostante tutto.

Quasi due mesi di pausa. Quando scrivo poco è perché succedono poche cose o troppe, perché ho pochi pensieri o troppi e confusionari, perché sono stanca e non riesco a trovare la forza di mettere per scritto quello che si agita dentro. O forse stavolta è perché ho preso tempo, spazio, libertà. Non lo so. Sono ferita, e come sempre sono per la gran parte la carnefice di me stessa. Versione dura. Ci provo, mi sbaglio, ritento, mi sfido, cerco di evolvere, imparo. Versione morbida. Il karma ci ripropone situazioni di cui non abbiamo appreso la lezione, in cui utilizziamo lo stesso schema senza liberarcene. E lo fa finché non cambiamo qualcosa. Ieri ho chiuso con le mie lezioni karmiche riguardanti le esperienze che so dall'inizio non fare per me. E' stata l'ultima, giurin giurello, dita incrociate sulle labbra e stop. Davvero. L'Universo ci porta ciò di cui abbiamo bisogno, non ciò che vogliamo. Ora però anche basta, ho capito, dico sul serio. Passiamo alla prossima lezion...

Stare nel non sapere.

 Se mi chiedessero "Cosa devi ancora imparare a fare? In cosa ti senti scarsa? Cosa devi sviluppare meglio?", avrei la risposta prontissima. "Stare."  Non sono brava a stare ad aspettare, non sono paziente, non so fermarmi troppo a lungo. Che poi, in realtà, non è così vero. So stare nell' ozio, so dialogare con calma nel mio lavoro, so aspettare un pacco che deve arrivare. Allora posso rispondere meglio: il mio Io è rapido, frenetico, attivo, pronto all'azione e alla reazione, è capriccioso, ribelle, sfidante; l'Anima, quella ha imparato a gestire, a contenere, a calmarsi, ad ascoltare e ad avere Fede. L'Io mi butta giù, mi sogghigna talvolta scuotendo la testa, come nel Lupo della Steppa di Hesse, mi compatisce come a dire "te l'avevo detto". A volte lo ascolto per troppo tempo e cado in gironi simil infernali che detesto. Poi risalgo e mi riconnetto con quella sensazione profonda di sapere cosa desidero, con la visione della strada f...

Happy Bday Amy

19 Gennaio. 43 anni. Ma davvero? Giorni fa una persona parlando ci ha definito persone di mezza età. E io ho sgranato gli occhi. Io non mi ci sento affatto, né nel corpo né nello spirito. Mi sento all’inizio di una nuova fase della vita, più consapevole, più intensa, più viva. Da piccola guardavo agli adulti come a delle entità arrivate, stabili, ormai definite, finite. E in questi mesi tante volte mi sono invece domandata come si sentissero alla mia età, quali turbamenti vivessero e quali paure si presentassero nel sonno. I loro sogni, vissuti, lasciati, ancora sperati. Capisco di essere stata cieca, di aver visto solo l’esterno di persone che però difficilmente erano in grado di lasciarsi davvero vedere oltre i loro ruoli. Io a 43 anni sento di essere sempre in divenire, ogni giorno sono diversa da quello prima, i miei pensieri un tempo così monolitici oggi mutano contorni e confini di continuo. Vedo chi mi somiglia, chi é incastrato nella sua stessa mente, chi cerca il cambiamento, ...

Ultimo giorno dell'anno domini MMIIV

Da dove comincio? E dove finisco? Se non esiste inizio o fine, ma solo un continuum spazio-temporale in cui la coscienza si intromette come terza dimensione, tutto va avanti. Non importa se abbiamo l'impressione di tornare indietro, di stare fermi, di correre... tutto scorre. Questo anno è stato per me l'anno delle rivelazioni, del nuovo, dell'accoglimento, dell'inatteso, delle amicizie, della vulnerabilità consegnata agli altri, della fiducia in anime e luoghi sconosciuti, dei viaggi, dei rapporti autentici con i fratelli, del perdono verso me stessa, della libertà, delle connessioni istantanee ed emotivamente trasformanti, dei riconoscimenti tra apparenti sconosciuti. Dei segnali, delle sincronicità, del sonno e dei sogni ritrovati, della danza, dei libri, del canto, delle rondini. Sebbene sia ancora lungo il mio percorso, so con assoluta certezza che questo è il mio posto. Ho appena bruciato un foglio su cui avevo scritto le cose che lascio andare e quelle per cui ri...