Febbra. Non mi ricordavo quasi più come fosse sentirsi male, credevo di averla sfangata quest’anno ma appena abbassi la guardia è così, arriva il conto. Vabbe, mi riposo e leggo L’arte di amare di Erich Fromm. Ve lo consiglio se siete menti aperte alla ricerca di insegnamenti, se invece siete tipi che leggono solo per avere facili conferme, allora no, leggete Gotto. Fromm è disturbante a tratti. Non fa per voi. In realtà però volevo scrivere semplicemente una riflessione che ho fatto un paio di volte oggi,e in passato. Come sia meraviglioso scoprire canzoni che ancora ci erano sconosciute e come sia altrettanto meraviglioso che ce ne facciano dono, amici, film, sconosciuti. Anche nelle pessime esperienze, in quelle che vorresti dimenticare, se ne ricavi una bella canzone, allora va bene lo stesso. Volevo scrivere “vinci lo stesso” ma la presenza di Fromm è qui e mi ricorda che l’essere umano moderno pensa solo alla soddisfazione di un bisogno. Vincere sarebbe catalogabile così. Ma io lo intendevo nel senso che mi ha arricchito, che nulla è vano, insomma avete capito. Che poi ok leggere e autocriticarsi ma anche meno sensi di colpa. Sarà la febbra che mi rende più contorta del solito? Chiudo e vi lascio con una canzone bellissima, che apre un film bellissimo, e che dopo le prime quattro parole giá mi aveva commosso. La ascolto in loop. Simple Man, di Graham Nash. Il film è Reign over me.
Le rondini mi hanno condotto a Istanbul. Le rondini e un ragazzo che le ama quanto me. Ho finito di leggere la Profezia di Celestino là, libro consigliatomi da un perfetto sconosciuto, un gentile e generoso perfetto sconosciuto. Nel libro si parla dei segni, delle sincronicità, delle coincidenze significative, di come riconoscerle, chiamarle a sé. Che ci crediate o meno, io ne ho trovate così tante a Istanbul da lasciarmi sempre con un sorriso sul volto e uno scuotere delicato della testa come a significare "eccone un' altra, incredibile". Ho accolto tutti questi segni, senza farmi troppe domande, e visti come i sassolini lasciati per terra per ritrovare la strada giusta per me. Ognuno sussurrava "sei dove devi essere, fidati del processo, fidati del tuo intuito, non ascoltare gli altri perché solo tu sai". Dopo quasi due anni sono tornata a sognare sogni vividi, complessi, pieni di significati, anche se non sempre, o ancora, interpretabili. Ho ripreso a dormir...
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