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Brillare, nonostante tutto.

Quasi due mesi di pausa. Quando scrivo poco è perché succedono poche cose o troppe, perché ho pochi pensieri o troppi e confusionari, perché sono stanca e non riesco a trovare la forza di mettere per scritto quello che si agita dentro. O forse stavolta è perché ho preso tempo, spazio, libertà. Non lo so.

Sono ferita, e come sempre sono per la gran parte la carnefice di me stessa. Versione dura.

Ci provo, mi sbaglio, ritento, mi sfido, cerco di evolvere, imparo. Versione morbida.

Il karma ci ripropone situazioni di cui non abbiamo appreso la lezione, in cui utilizziamo lo stesso schema senza liberarcene. E lo fa finché non cambiamo qualcosa. Ieri ho chiuso con le mie lezioni karmiche riguardanti le esperienze che so dall'inizio non fare per me. E' stata l'ultima, giurin giurello, dita incrociate sulle labbra e stop. Davvero. L'Universo ci porta ciò di cui abbiamo bisogno, non ciò che vogliamo. Ora però anche basta, ho capito, dico sul serio. Passiamo alla prossima lezione karmica da sanare, perché non me la voglio portare nella prossima vita, ecco. 

Sono attratta dalle ferite, non in modo oscuro, ma istintivamente attirata da quello che si cela oltre. Se non fosse così, non farei il mestiere che faccio. Elementare Watson.

Sono attratta da quelle stesse ferite che albergano in me, le riconosco, e ora so che posso curare me attraverso questa consapevolezza. Fa meno male saperlo? Naaa, fa male, sempre. Ma si intravede uno scopo più nobile che alimenta la speranza che in me, da sempre, non muore mai. Questo fuoco che arde, questa luce che talvolta acceca gli altri, che spesso tento di depotenziare cercando il buio. Ma io sono fatta di luce, e se è fastidiosa per qualcuno, non deve essere un mio problema. 

Esistono cinque ferite dell'anima: il rifiuto, l'abbandono, l'umiliazione, il tradimento e l'ingiustizia. Ognuno di noi ne ha almeno 4 su 5 ma una predomina sulle altre e può mutare in momenti diversi della vita. In me non ho ancora capito quale predomini adesso, ma lo scoprirò a breve. L'unica che non mi appartiene suppongo sia l'umiliazione, ma anche qui magari verrò sbugiardata. Non è importante, io non ho paura di scoprire nulla su di me. Voglio conoscere, voglio sentire nel corpo oltre che nella testa, perché è l'unica via per non essere preda e schiava del passato e ripetermi senza cambiare mai. 

L'Universo mi ha messo sulla strada tanti Leoni feriti, orgogliosi, brillanti, forti ma profondamente sanguinanti. Non posso guarirli, non spetta a me. Posso guarire me attraverso loro però. Questo è ciò che devo fare. Brillare, nonostante tutto.


Commenti

  1. Ciao, un percorso un po' strano mi ha portato a scoprire questo blog e a immergermi in quello che racconti. Mi piacerebbe scriverti, ma non gettando un messaggio in bottiglia nell'oceano dei social media. Per questo, ti chiedo se posso contattarti via mail. Se preferisci non lasciare qui un indirizzo, puoi mandarmi un messaggio, anche solo una riga, a hernangumy@libero.it. Grazie mille, Riccardo

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