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10+.

 L'oroscopista stamani scrive che dal 20 di Aprile finalmente la fortuna sorride ai Capricorno e ci affida un 10+. Ma quando mai l'ho visto un 10+ dopo i tempi del Liceo?

Che faccio, gli credo? Sfrutto l'effetto placebo derivante, una specie di Felix Felicis, la Fortuna Liquida di Harry Potter che una volta deglutita renderà favorevole ogni futura impresa? Essere me, sospesa tra i mille dubbi, tra la ragione e l'istinto, tra l'Ego e i sentimenti puri, tra la scienza e l'esoterico quanto è confondente e faticoso? Ma la fatica da dove nasce, forse dal voler non accettare queste multisfaccettature come parte di un unicum e dal combatterle, imbrigliarle, spiegarle a se stessa e agli altri? Accogliere è la chiave. Non sono una persona risolta, sono in cammino e quando sento altri definirsi RISOLTI mi si accappona la pelle dietro il collo. All'inizio perché dubito di me, mi castigo istintivamente, poi perchè mi spaventa tutta quella risolutezza. Abbiamo spesso questa tendenza ancestrale a definirci, a cercare di essere netti, a voler risultare coerenti con i nostri pensieri. Ma la coerenza vera forse è proprio il seguire la circolarità di quel che siamo ogni giorno, il nostro evolvere, mutare, perdere pelle, ricostruirla, creare il bozzolo e poi spiegare ali, e poi morire e rinascere. La coerenza è verso se stessi, verso il nostro sentire, verso il porsi domande nuove per cui ancora non si hanno risposte. La coerenza è procedere nel nostro cammino. Un cammino su cui arrivano altre anime, ognuna con la propria storia. 

Che anime belle approdano delicatamente tra i miei giorni, e quasi sempre senza preavviso. Una paziente che si offre a fine visita di dirmi qualche parola sulla mia calligrafia e mi invita a parlarne su una panchina in una piazza cittadina che adoro perché adornata di tigli in fiore in questa stagione. Le foglie dei tigli che mi ricordano mio nonno paterno, che soleva cogliermene una, da un grande albero, quando arrivavamo al mare. Ero così piccola eppure quel gesto di cura dedicato a me l'ho scolpito nei ricordi più vividi dell'infanzia. E mi fa pensare a quanto sono importanti i piccoli dettagli per i bambini, a come tutto contribuisca al nostro essere e sentire, per tutta la vita. Quanto la mancanza di amore, affetto, tatto, ascolto, lealtà e cura possano pesare per tanto, troppo tempo. 

Due ore su un muretto a parlare con una donna senza timore di non capirsi, vedendo che percorsi diversi, storie diverse talvolta portano medesime considerazioni e verità. Quanta potenza si genera da due donne che si aprono a loro stesse, senza timori? L'Universo sembra implodere un attimo e poi espandersi ovunque, come una bolla di energia e colori che irradia tutto, ghiaia, muretti, scogli, il mare e le persone intorno. Tutta quella luce viaggia a pelo d'acqua fino al sole che tramonta laggiù, oltre l'Accademia. Un amico che a tavola all'improvviso mi parla di Circe, che forse è il suo libro preferito e mi narra di sacerdotesse sumere capaci di poesie e parole arrivate a noi con un potere immutato. Accolgo tutti questi messaggi che mi arrivano, i segni dell'Universo non sono solo i ciondoli con la parola Insistere sopra e il suo significato, trovati appesi a un chiodo un giorno che osservo le rondini, o gli scarabei accanto alla ruota della mia auto, o un jack di picche sul marciapiede. I segni sono nelle persone, arrivano per un motivo nelle nostre vite come noi arriviamo nelle loro. Per quanto tempo non lo sappiamo, ma il punto è proprio quello. Viverle. Ora. 

Bene, con questo 10+ per la settimana, vado a farmi uno spuntino e un po' di workout casalingo. E aspetto il prossimo segnale. 

P.S: di tutta questa apparente saggezza sappiate che funziona a intermittenza. E quando funge, quasi esclusivamente verso gli altri, non verso me stessa. 

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