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L' ardire.

 Alla domanda «Come immagini la tua mente?» ho risposto «Come una rete incasinata».

«Puoi dirmi qualcosa di più di questa rete?»

La vedevo come una serie di ragnatele parallele fra loro disposte su piani che si intersecano a creare un intrico di fili grigi, a maglie abbastanza strette. Sfondo nero. E mi sentivo costretta tra quelle reti.

«Cosa faresti a quella rete?»

Ho mimato il gesto di allargarla partendo dal centro e spingendo verso i lati in modo che le ragnatele rimanessero sui bordi e al centro aumentasse il nero. Poi ho visto un volto emergere da quel buio. E poi piano piano quel tunnel di fili si è trasformato in un tunnel fatto di tronchi e chiome verdi, fitti fitti da schermare in buona parte la luce del sole che filtrava nel tentativo di rischiarare tutto. E poi ho agganciato il ricordo della mia poesia preferita, I Boschi di Westermain, e l'immagine della copertina del mio libro preferito in cui nel mezzo del bosco è dipinta una casa.

"Entra in quei boschi incantati tu che ne hai l'ardire".

In quali boschi devo entrare? Possiedo davvero quell'ardire necessario a varcare i confini del tunnel alberato?


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