"The time of my life"è il punto in cui mi trovo adesso, nessuna coordinata di latitudine e longitudine, ma una breccia spartiacque tra il prima e il dopo, tra quello che è stato e sono stata, e quello che sarà e che sarò. E' una sensazione di estrema lucidità, di accettazione della realtà, di coraggio e consapevolezza. Non è stato facile arrivarci, il percorso è stato lungo, doloroso, tormentato, dominato da insoddisfazione, rabbia e apatia che si alternavano nel mentre che mi dicevo che ero sbagliata io, che potevo cambiare, che potevo farmi andare bene tutto quello che avevo. Sono sempre stata un'anima alla ricerca, quindi per natura inquieta, mi ripetevo. Vero. Ma poi i puntini hanno cominciato a unirsi tra loro, la luce si è fatta strada tra i dubbi e tante delle cose rinnegate, messe a dormire, o semplicemente ignorate sono riemerse e si sono concatente tra loro costruendo una rete grigia che era l'immagine che evocavo quando mi si chiedeva come immaginassi la mia mente.
Ero intrappolata in una ragnatela che avevo tessuto io stessa, che non serviva a catturare prede ma a tenermi prigioniera. La paura ancestrale di soffrire, di perdere il controllo, di rischiare e farmi male mi ha sempre portato a mettermi al sicuro in primis, a trovare soluzioni per me apparentemente ideali perchè comode, certe, prevedibili e potenzialmente infinite. Ma un'anima irrequieta non fiorisce nella calma piatta, non brucia tra legnetti morbidi, non vive nel silenzio comunicativo. Un'anima come la mia deve sentire, tanto. Ho compreso di aver cessato di sentire il mondo intorno a me, e con lui me stessa. Mi sono trasformata in una delle versioni più cupe di me, più tristi, più spaventate e pessimiste certa che non potevo aver sbagliato di così tanto la mira. Non rinnego comunque nulla, sono felice di esser passata attraverso questa fase, anche se lunga, se mi ha portato ad avere i doni preziosi che ho oggi. La paura è un nemico, da sempre. Non so dove sarò domani, tra sei mesi, tra 10 anni ma spero che rileggendo questa pagina io possa annuire con me stessa, una volta ancora, senza commiserarmi e ricordandomi della potente calma interiore che possiedo, frutto della consapevolezza. Se oggi dovessi fare l'esercizio di immaginarmi, direi che mi vedo in uno spazio aperto, una bufera in avvicinamento e io che me ne resto lì, a occhi chiusi e braccia aperte, i palmi rivolti verso quella forza disumana, e con un profondo respiro mi preparo a tutto ciò che arriverà. Per la prima volta nella vita sento di non aver paura. Sono preoccupata, non so cosa accadrà ma la paura non è ciò che mi terrà in scacco. Ringrazio tutti quelli che mi hanno accompagnato in questo viaggio, non ho fatto tutto da sola, gli amici e la famiglia sono stati il carro trainante e le spalle su cui poggiarmi quando ero davvero troppo stanca e non riuscivo a capire. Loro mi hanno accolto e mai giudicato e avrei dovuto aprirmi prima se non fosse stato per la solita paura del tradire le aspettative o di non essere compresa. La vita è imperfetta, le relazioni sono imperfette. Io sono quella che sono, e non voglio più giustificare la mia infelicità con la scusa che è colpa mia che non riesco a farmi andare bene le cose. Ho imparato ad accettarmi, ho imparato ad accogliere i miei bisogni, ho imparato ad ascoltarmi di più e ad amarmi. Alla tredicenne che sono stata, che giurava che non sarebbe mai cambiata perchè tutto il mondo cambiava e lei era una ribelle, dico oggi che il mutamento è con noi ogni singolo attimo, e chi non muta resta fermo. Beati i cambiamenti, beata l'evoluzione, beate le prese di coscienza e beate le emozioni che ci fanno sentire di essere vivi su questa terra. Non ho rimorsi e non voglio avere rimpianti.
La verità fa paura? No, se sei pronto ad accettarla.
“Cause I've had the time of my life
And I've searched through every open door
'Til I found the truth...”
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