Settembre, sinonimo di nuovi inizi, quasi fosse un Gennaio qualunque. Circoli che si ripetono, in anni, mesi, settimane, come le ruote che rotolano sull'asfalto, come le girandole sospinte dal vento sui terrazzi, le fasi lunari e i cicli mestruali, le situazioni in cui ci ritroviamo. Un nuovo lavoro, la fine di un altro, un nuovo amore, la fine di un altro, una nascita, una morte, una nuova casa, una casa che lasciamo, un nuovo progetto, uno che abbandoniamo. Sembra di vivere dei dejavu, momenti in cui sei sicuro di essere già stato, che però si ripresentano perchè finite, per quanto innumerevoli, sono le dinamiche mortali. Quello che ho imparato però, la tanto di moda "skill" acquisita, è a ridurre i tempi di reazione o ripresa, a seconda del caso. Dieci anni per levarmi di dosso l'idea di qualcosa che poteva essere ma che esisteva solo nella mia romantica e masochista anima, da ragazzina. Poi un anno per ritrovare me stessa, persa nella mia ostinata ostinazione. Adesso forse un mese mi è quasi bastato per prendere atto di altre verità. Quindi, sebbene spesso capiti di rivivere condizioni attraverso cui siamo già passati, la cosa buona è che almeno io ho imparato a uscirne prima, o trovare un sentiero alternativo. So chi sono, non devo ricomicniare ogni volta da capo, ogni volta parto avvantaggiata grazie alle consapevolezze consolidate.
Siamo umani, però. E l'amore, fra tutto, è ciò che più spesso ci fa inciampare e ricadere nel passato, almeno inizialmente. Ma se sai chi sei, prima o poi ti ritrovi. Sempre.
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