Ho un immenso bisogno di parlare, di comunicare, di avere uno scambio di idee. Oggi mi sembra quasi di impazzire, è una necessità impellente. Dicono che per un 'overthinker' c'è necessità di un ottimo comunicatore. Hanno ragione. Non potendo comunicare al momento come vorrei e non potendo ballare, non ho una valvola di sfogo degna e quindi scrivo. Comunico con il mondo, con sconosciuti che leggono da chissà dove e chissà con quali pensieri sul mio conto. Mi sento sopraffatta dai pensieri, alle volte mi tengono in scacco la notte, poi afferro i piedini caldi della mia bestiolina e cerco di dormire. Mi sento contesa da un sentimento di colpa perchè tutto sommato faccio una bella vita quando sulla destra della mappa del mondo, rispetto a me, la gente muore bruciata e affamata ogni santissimo giorno; in colpa perchè mi lamento quando invece non dovrei. Mi sento impotente, facente parte di un occidente che sta a guardare un paese di folli che indisturbato gira un film horror. Mi sento una cretina a mettere insieme queste quattro frasi, le trovo insignificanti e mediocri e forse farei meglio a cancellare tutto. Apro i social e sono bombardata da gente che fonda il suo 'successo' sul nulla cosmico, ragazzini che si bombano di porno perchè nessuno ha insegnato loro come approcciarsi all'altro sesso, all'amore, ai desideri fisici. In un paese in cui l'educazione sessuale è un tabù cazzo. E come dice la Gancitano, si dovrebbe parlare di educazione sentimentale e portarla ovunque, ma anche questo è un tema così ampio che mi cadono le braccia e non so da dove cominciare. Influencer che sbattono in faccia al mondo la loro opulente e vuota ricchezza materiale, calciatori che scendono in campo senza rifiutarsi di giocare una partita con dei nazisti, intellettuali che non parlano di palestina perchè sennò poi la loro cricca va a puttane. Vorrei bestemmiare, fate conto che l'abbia fatto, tanto non esiste un cazzo di Dio ma sono stata cresciuta come cattolica, (o almeno hanno tentato ma mi sono fermata alla comunione contestando dentro di me tutti quei discorsi assurdi), e serbo comunque un residuo rispetto e buon gusto per cui non amo bestemmiare. Ma ripeto, fate conto l'abbia fatto. E abbondantemente. Ho un figlio da crescere in questo mondo, che cerco di assecondare nelle inclinazioni naturali, che cerco di amare lasciandolo libero, a cui cerco di insegnare a essere buono, empatico, senza aver timore di non essere amato se non seguirà ciò che gli altri si aspettano da lui. Ci provo, ma sono preoccupata dal mondo che troverà. Mi rifugio nei libri, nelle parole scritte da altri che si sono sentiti come me, nella cucina affettando zucche e patate come atti di bellezza semplice, nel ballo cercando me stessa. Vorrei sentirmi meno sola in questa lotta. Forse basterebbe un abbraccio. Lungo. In cui sprofondare e trovare conforto.
Le rondini mi hanno condotto a Istanbul. Le rondini e un ragazzo che le ama quanto me. Ho finito di leggere la Profezia di Celestino là, libro consigliatomi da un perfetto sconosciuto, un gentile e generoso perfetto sconosciuto. Nel libro si parla dei segni, delle sincronicità, delle coincidenze significative, di come riconoscerle, chiamarle a sé. Che ci crediate o meno, io ne ho trovate così tante a Istanbul da lasciarmi sempre con un sorriso sul volto e uno scuotere delicato della testa come a significare "eccone un' altra, incredibile". Ho accolto tutti questi segni, senza farmi troppe domande, e visti come i sassolini lasciati per terra per ritrovare la strada giusta per me. Ognuno sussurrava "sei dove devi essere, fidati del processo, fidati del tuo intuito, non ascoltare gli altri perché solo tu sai". Dopo quasi due anni sono tornata a sognare sogni vividi, complessi, pieni di significati, anche se non sempre, o ancora, interpretabili. Ho ripreso a dormir...
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