Passa ai contenuti principali

Può bastare?

Esiste un concetto definito e universalmente accettabile, e riproponibile, per il tempo che si dovrebbe essere pazienti? Che ne so, un mese, un giorno, dieci anni, un passaggio di nuvola. I famosi "conto fino a 10" chi l'ha determinati? Sulla base di cosa? Perchè equivalgono a un sesto di un minuto? E chi ha deciso che le giornate dovessero essere suddivise in ore, i mesi in settimane e gli anni in mesi... L'essere umano, perchè a un certo punto ha dovuto darsi dei limiti, dei punti di riferimenti, delle regole per vivere in una comunità sempre più ampia e diversificata.

"Devi essere paziente", ok, ma per quanto? Perchè una cosa acquista valore solo se la si aspetta tanto? E' un concetto di proporzionalità, più l'anelo e più avrà valore? Più la desidero, la sudo, me la guadagno,  più questo la renderà degna, vera, giusta per me? E se invece tutta quell'attesa fosse vana, sprecata e potessi rendermi conto in meno tempo che non è per me, che posso investire energie in altro? La vita è una, finita, limitata, non ci sono infinite chance, è lineare, procede a dritto e non ha curvature nella dimensione del tempo, va solo avanti. Così ti ritrovi a 42 anni, domandandoti come siano trascorsi così apparentemente veloci, e ti spaventa che altri 42 voleranno e tu non avrai trovato quello che cerchi, a momenti, da tutta la tua esistenza.

Non sono stati 42 anni vuoti, anzi. MA io lo so per certo, come so di che pasta sono fatta, che mi manca qualcosa. Lo cercavo a 13 anni, vagando nelle strade della mia città, a 17 seduta su una pietra sulle rive del Lago Santo, osservando le piccole increspature che l'acqua disegnava e domandandole risposte che solo io potevo trovare. Lo cerco da sempre, per momenti durati anni ho creduto di averlo finalmente afferrato, perchè la ricerca può diventare sfiancante e disarmante. Ma poi tornavo a pormi troppi quesiti, l'inquietudine dell'anima e l'irrequietezza del corpo riaffioravano e io dovevo ammettere a me stessa che ero di nuovo dove ero già stata. Più matura, più consolidata, più consapevole, ma di nuovo alla ricerca. 

Cerco uno specchio in cui il riflesso del mio io si riconosca, in tutte le sue sfaccettature, in tutti i suoi controsensi. Cerco qualcosa che non sia per tutti, ma solo per me. Cerco una persona, un'anima, un corpo in cui mettere radici. Un luogo del cuore da cui non voler scappare, mai più.

 Sono stata paziente tutta la vita, può bastare?


Commenti

Post popolari in questo blog

Istanbul.

Le rondini mi hanno condotto a Istanbul. Le rondini e un ragazzo che le ama quanto me.  Ho finito di leggere la Profezia di Celestino là, libro consigliatomi da un perfetto sconosciuto, un gentile e generoso perfetto sconosciuto. Nel libro si parla dei segni, delle sincronicità, delle coincidenze significative, di come riconoscerle, chiamarle a sé. Che ci crediate o meno, io ne ho trovate così tante a Istanbul da lasciarmi sempre con un sorriso sul volto e uno scuotere delicato della testa come a significare "eccone un' altra, incredibile". Ho accolto tutti questi segni, senza farmi troppe domande, e visti come i sassolini lasciati per terra per ritrovare la strada giusta per me. Ognuno sussurrava "sei dove devi essere, fidati del processo, fidati del tuo intuito, non ascoltare gli altri perché solo tu sai". Dopo quasi due anni sono tornata a sognare sogni vividi, complessi, pieni di significati, anche se non sempre, o ancora, interpretabili. Ho ripreso a dormir...

Tempo lentissimo.

 Sono seduta ad un tavolino di Palegg, nel quartiere di Kadikoy, e piove. Lo stereo suona musica jazz… una delle canzoni recitava “dance me to the end of love”. Mi è venuto in mente un post di qualche tempo fa, non su questo canale. Met è uscito dalla cucina con un mazzo fumante di salvia in mano, per cacciare fuori le energie negative. Se lo avessi visto un mese fa, non so cosa avrei pensato, ma nelle ultime settimane ho bruciato anch’io foglie di salvia sulla fiamma delle candele accese per illuminare la notte, sul mio terrazzo. Ho scoperto che ne adoro l’odore. Sto bevendo una limonata fredda alla lavanda, prima ho testato una bevanda deliziosa con fragole, miele e acqua gassata. La giornata è lentissima, si muove come il fumo sulle note di queste musiche jazz, tra dita che scelgono le parti frondose del finocchietto per farne un olio aromatizzato, colazioni turche che sembrano pranzi e cene insieme e gatti sonnacchiosi sdraiati in ogni dove. Scarabocchio parole a caso su un fog...

Le sincronicità.

Sto leggendo tanto, libri che trattano argomenti diversi: passo dal femminismo allo sciamanesimo, dalla sessualità alla psicologia. Possono sembrare temi sconnessi ma in realtà tutto è collegato. Ho la testa stipata di cose nuove, che cercano di debellare vecchie credenze, dogmi, immagini e non faccio che ripetere che "mi sento confusa". E te credo. Qualcuno commenta dicendo che è dispiaciuto che io sia confusa, ma la confusione è una cosa positiva, fa parte del processo, cambiare confonde, lasciare andare costrutti mentali confonde, perché in loro per tanto tempo avevo trovato comfort, sicurezza. Il caos destabilizza, sentirsi pienamente centrati e dopo poco invece pieni di dubbi, è faticoso. Ma quella vibrazione sottopelle che compare quando vedi davvero, quando apri gli occhi, quando sei eccitata perché ti stai muovendo e decidi, senza essere vittima delle decisioni, beh quella è una sensazione impagabile.  Voglio raccontarvi di quelle che Jung chiamava sincronicità, o coi...