Sembra che quando il tuo umore vacilla di più, quando la pioggia del lunedì si intona con il tuo stato emotivo, quando cominci a rimuginare troppo come un criceto nella sua famosa ruota e non trovi risposte, (perchè non cambi mai la domanda forse), allora l'Universo si attiva. O sono le tue energie che attivano connessioni profonde e inconscie, quelle che si instaurano tra anime simili, anime risuonanti, e giungono così doni e momenti inattesi.
Domenica notte ho sognato distintamente di essere a Istanbul, nella casa che mi ha ospitato per quasi una settimana, di uscire di camera e trovare l'inquilino che non ho avuto il piacere di conoscere e di presentarmi a lui. "Ehi, Alper, I'm Amanda, nice to meet you". E lui impacciato che ricambiava.
La mattina, dopo settimane che non lo sentivo, ecco Met, il mio amico turco, palesarsi con uno dei suoi messaggi: "sono occupatissimo, ma ti seguo sui social, vedo che stai bene, fai cose, scusa se non sono riuscito a farmi vivo prima". E così ci siamo mandati qualche vocali, aggiornandoci sulla quotidianità e poi sulla vita, di come dia e tolga, ma sempre meritevole di essere vissuta. Met dice di seguire il flusso, ma anche il mio istinto. La verità è che credo che il mio intuito a momenti sia confuso, io sono estremamente confusa.
Comunque la giornata è proseguita con una bellissima conversazione con un'amica, con cui mi mostro esattamente come sono, con cui parliamo liberamente di tutto, con cui scopro ogni giorno affinità, con cui sto crescendo. Sono stata a fare terapia cranio-sacrale, e per la prima volta in quasi 5 anni alla domanda "come ti senti?" ho risposto con un'ora di parole, ho aperto le finestre sulla mia anima e quant'è stato bello essere viste e accolte. Mi ci sono voluti anni per aprirmi con il fisioterapista e lui mi ha risposto "Prima non era il momento". E siamo scivolati su biocostellazioni familiari, sincronicità e su come alcune esperienze non possano essere ancora spiegate con quello che conosciamo. Dopo sono stata un'ora al telefono con mio fratello. Insomma, un lunedì partito tra le lacrime che si è trasformato in una bellezza collaterale potentissima e che ancora una volta mi ha ricordato che la vita è un viaggio e chi si ferma è perduto. La vita è lottare, crescere, e creare se stessi. La vita è un amico in Turchia, che sei mesi fa non avrei mai pensato di avere; è una donna che risuona con un'altra, a volte ridendo, a volte scuotendo la testa, a volte mostrando il suo lato più vulnerabile e più vero e potente; è un donarsi nei racconti; è un fratello che sa tutto di te, e viceversa.
La vita è uno scrivere di luci e ombre.
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