Super Luna del Castoro, la Luna dei confini sani. La Luna che segnava il momento in cui i raccolti terminavano, le scorte erano fatte e le persone si preparavano ad affrontare una stagione fredda e difficile, al riparo delle loro abitazioni, una stagione più buia. I castori che preparano le dighe stabilendo confini necessari per sopravvivere all’inverno, all’oscurità. Questo ci ricorda la Luna di oggi: stabilire dei confini sani entro cui sentirsi al sicuro, lasciando fuori ciò che non ci appartiene più, ciò che non risuona con noi; ci ricorda che l’inverno è una stagione difficile, oscura, ma nella sua apparente cecità comincia la nuova vita della natura, sotto terra, al caldo.
È la luna che parla di ritmi più morbidi, di introspezione e attesa. Di tempo per noi, di silenzi e foglie che cadono, di rami spogli per lasciare filtrare tutta la luce possibile, di cieli silenziosi e venti taglienti. Non è un’attesa di resa, ma un’incubazione di intenti che si consolidano. È il terreno che riposa per tornare a essere un grembo fertile.
Non c’è luce senza oscurità. Non c’è vita senza la morte.
Perché alcune parti di noi fioriscano, altre devono essere recise o marciranno.
Recidete, recidetevi.
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