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Te sei felice?

 Sono senza pc da ormai troppi, troppi giorni e ancora non so se potrò recuperare i file sul desktop, i più importanti. C’erano due libri a metà e mi chiedo se sia un segno che devo ricominciare da capo a scriverli, visto che ero piuttosto impantanata. Scrivere dal cel mi fa fatica, lo ammetto. Ma a mali estremi…

Sto seguendo un lettore del mio blog, o forse più di uno, che stanno procedendo indietro nel tempo a leggere i miei post… c’è roba che manco mi ricordavo di aver scritto, che non scriverei più e che mi chiedo cosa pensi chi se la trova sotto gli occhi. Ma è un blog più che decennale, quindi… Amen. Sono così, sono stata cosà e chissà ancora cosa scriverò. Prima o poi vi racconterò la stranissima e mistica esperienza che ho fatto lunedì 4 agosto, ma non è ancora il suo tempo, la sto metabolizzando, annotando, digerendo e facendo mia. 

A questa esperienza però mi ha  condotto un carissimo amico che, parlando del più e del meno, ha  tirato fuori un racconto senza sapere che stavo cercando qualcosa di simile da tempo. Scusate il mistero, ma per ora va così. Comunque io e lui ci siamo riavvicinati da una decina di anni e in maniera crescente, sempre più, tanto che credo sappia più o meno tutte le parti rilevanti degli ultimi 24 mesi. Scherziamo, ci sfottiamo, io mando mille mila vocali, lui risponde. Io parlo di più, lui ascolta di più. Giorni fa, dopo una serie di stupidate infinite, se ne esce così.

“Te sei felice?”

Dritto, secco, tre parole.

“Penso di sì, ma non è una sensazione costante. Non è uno stato continuo la felicità.”

Allora l’ho chiesto a lui.

Mi ha copia incollato la mia risposta. Il solito paraculo che quando deve aprirsi batte in ritirata.

Poi gli ho girato foto di vecchi matrimoni, dove coppie più o meno storiche ad oggi non esistono più. “Trova le differenze” gli ho scritto.

E poi di nuovo mi ha domandato se mi sia mai chiesta come mai il nostro rapporto dura da sempre, da quando ci siamo conosciuti ormai più di 20 anni fa. 

Me lo sono chiesta, e ricordo anche l’ultima volta in cui l’ho fatto. Nel 2013, quando ero distrutta emotivamente e single e lui era sempre presente, sempre aperto ad ascoltare e sempre accogliente. Lui che mi conosce bene.

In quell’anno mi chiesi se avessi sbagliato tutto, anni prima, quando lo lasciai. Poi non mi sono più fatta quella domanda. E gli ho risposto che non me lo chiedo più, è così e basta. Qualcuno chiama queste connessioni legami karmici. Sono le anime che si riconoscono e non si lasciano, nonostante la vita e tutto quello che ci passa in mezzo.

Sarà sempre così per noi due. 

Quindi… te sei felice?

Io sì. 

Voi?



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