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Pensieri notturni

 È notte. Qualcuno sta leggendo, uno dopo l’altro, nei giorni, tutti miei post. Non so chi sia, da una parte mi piace l’idea che uno sconosciuto stia andando così indietro nel mio blog, dall’altra vorrei chiedergli perché e cosa pensa quando legge le mie parole. Lo sto seguendo, nel senso che rileggo post di più di 10 anni fa, di cui non ricordavo quasi nulla. È strano leggersi con gli occhi di oggi: a volte sorrido, scuoto la testa e provo tenerezza per la me di allora; a volte mi dico che in alcuni aspetti non sono mai cambiata e che certe dinamiche si ripetono ancora e certe situazioni mi fanno soffrire, interrogarmi ed arrabbiare. D’altronde non sono io la sostenitrice del cambiare rimanendo se stessi, senza mutare il nucleo profondo che ci appartiene? Eppure qualcosa mi infastidisce, mi porta domande, rimproveri e disagio perché dopo anni, passati i 40 ormai, mi chiedo quando farò pace con alcuni aspetti di me, con alcune mie necessità e imparerò davvero ad accettarmi senza quell’ombra che aleggia sempre del “cosa penseranno di me”. Quando sono in linea me ne fotto. Altri momenti continua a farmi soffrire il non essere vista davvero. Fraintesa, sottovalutata, data per scontata. Tradita nella fiducia che con difficoltà concedo, ma quando accade e poi mi si pugnala con l’indifferenza spesso e la poca sensibilità, allora sì che soffro, poi mi arrabbio, poi passo dal triste al furente e impaziente sprofondando in una vecchia versione adolescenziale di me stessa.

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