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Rondini.

Quanto mi sono mancate. E' questo che penso ogni volta che le sento canticchiare in volo. Come adesso, mentre correggo la bozza del mio primo libro. All'improvviso il loro canto risuona e, non so come faccia, ma mi inonda il cuore e lo spirito. Mi dà pace. Come un balsamo morbido e leggero che penetra in uno sgraffio, la loro voce lenisce le mie ferite. Le rondini sono piccole e nere e schizzano via, rincorrendosi nel cielo. Tornano ogni primavera, puntuali come sempre, anche se a noi non sembra primavera. Ma loro lo sanno, loro trovano sempre la via di casa. Le ascolto e in silenzio spero che non smettano mai di tornare da me. Ed anche se sono triste, il loro cinguettare frivolo non può che farmi sorridere e sperare. Le rondini portano la primavera con sè, quasi l'avessero legata alle punte della loro coda e la stendessero sul freddo e sul grigiore dell'inverno. Come se ti dicessero che è giunto il momento di voltare pagina e di scongelare il cuore. Le rondini portano l'Amore, per tutto ciò che è vita.

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Le rondini mi hanno condotto a Istanbul. Le rondini e un ragazzo che le ama quanto me.  Ho finito di leggere la Profezia di Celestino là, libro consigliatomi da un perfetto sconosciuto, un gentile e generoso perfetto sconosciuto. Nel libro si parla dei segni, delle sincronicità, delle coincidenze significative, di come riconoscerle, chiamarle a sé. Che ci crediate o meno, io ne ho trovate così tante a Istanbul da lasciarmi sempre con un sorriso sul volto e uno scuotere delicato della testa come a significare "eccone un' altra, incredibile". Ho accolto tutti questi segni, senza farmi troppe domande, e visti come i sassolini lasciati per terra per ritrovare la strada giusta per me. Ognuno sussurrava "sei dove devi essere, fidati del processo, fidati del tuo intuito, non ascoltare gli altri perché solo tu sai". Dopo quasi due anni sono tornata a sognare sogni vividi, complessi, pieni di significati, anche se non sempre, o ancora, interpretabili. Ho ripreso a dormir...

Tempo lentissimo.

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