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Cocciuta e Presuntuosa.

Sarà mica il blocco dello scrittore? Trovarsi davanti ad una pagina intonsa e non aver la forza di scrivere? Più che un blocco, è un senso di debolezza: mi sento le braccia pesanti e di conseguenza anche le mie mani sono più restie a digitare sulla tastiera. Avrei troppe cose da dire a troppe persone per cui alla fine sto in silenzio. Un po' perchè sono stanca, un po' perchè sono "drastica". Calo l'accetta giù dritta e finchè non sento l'osso spezzarsi e la lama finire la sua corsa nel ceppo, non riesco a fermarmi. Eppure ne sono consapevolissima. Non è che accetto un collo senza rendermene conto. Sono pienamente cosciente delle mie azioni. E che liberazione quando esplodo. Ah bene!!
Allora perchè ho deciso di fare esattamente il contrario di quello che mi verrebbe naturale?
Per scoprire se cambiando l'ordine degli addendi, il risultato non cambia davvero o se invece muta. Appena mi viene in mente di combinare qualcosa ( e vi assicuro che succede di continuo), mi dico: "No! Non ti è bastata l'ultima volta?"
La risposta è NO!. Se fai lo stesso errore per due volte di fila, sei duro. Se lo fai per tre volte, sei duro. Ma se lo fai sempre, sempre, sempre, cosa sei? Scemo? Cretino? Cerebroleso?
Magari. Invece sei Cocciuto, dannatamente Cocciuto. E Presuntuoso: perchè pensi che sia l'errore ad essere sbagliato, non te. Per cui riprovando e riprovando sei convinto che andrà meglio. E se poi per davvero una volta andasse come ti eri prefissato, cosa vorrebbe dire? Che avevi ragione te a comportarti in un determinato modo e quindi "chi la dura la vince", oppure che è stato solo un caso?
Al momento rimango sul Cocciuta e Presuntuosa. Non mi sbilancio di più. Altrimenti il mio buon proposito di fare tutto il contrario di quello che mi verrebbe naturale, va a farsi benedire.
Cocciuta e Presuntuosa. Cocciuta e Presuntuosa. Cocciuta e Presuntuosa.
Se lo ripeti almeno tre volte di fila sembra che funzioni.
Forse, se non lo sei davvero.

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