La prima cosa che mi viene in mente quando penso alla Pasqua è il frusciare metallico dell'involucro delle uova di cioccolato. Da bambina più che per la sorpresa, bramavo per il momento in cui la mia mamma o una delle mie nonne avrebbe preso la carta argentata di un uovo e vi avrebbe fatto un buco al centro, grande quanto i miei fianchi. Io le guardavo in trepidante attesa finché non cedevano l'oggetto del mio desiderio ed io potevo finalmente infilarmelo a mo' di tutù. E quando iniziavo a ballare la carta produceva una musica tutta particolare, fatta di fruscii, increspature, arricciature mentre la stanza si rifletteva su quella superficie specchiata e sempre viva. Tutte le festività per me sono ricordi felici, di una famiglia riunita alla tavola con la bocca piena di piatti squisiti cucinati dalle nonne o dalle mamme. Non mi importa del consumismo, non mi importa delle critiche a queste feste. A me sono sempre piaciute. Altra cosa che ricordo e che ancora oggi babbo fa, è quella di andare a benedire le uova. Sode e di cioccolato. Ci mettevamo in fondo alla chiesa gremita con le buste piene di uova rumorose. E le benedivamo tutte. Stamani è andato da solo, come fa da qualche tempo a questa parte, da quando cioè siamo troppo grandi per accompagnarlo. Però è una cosa a cui ha sempre tenuto, e continuerà a farla. E' una di quelle cose che non cambierà mai, e che per questo mi darà sempre un senso di compiuto e di Pasqua. Fra poco la casa sarà strapiena di voci, di racconti, di piatti deliziosi. Un pensiero a chi non è più seduto con noi, ma che è sempre nei miei pensieri, giorno dopo giorno. Felice Pasqua a tutti.
Le rondini mi hanno condotto a Istanbul. Le rondini e un ragazzo che le ama quanto me. Ho finito di leggere la Profezia di Celestino là, libro consigliatomi da un perfetto sconosciuto, un gentile e generoso perfetto sconosciuto. Nel libro si parla dei segni, delle sincronicità, delle coincidenze significative, di come riconoscerle, chiamarle a sé. Che ci crediate o meno, io ne ho trovate così tante a Istanbul da lasciarmi sempre con un sorriso sul volto e uno scuotere delicato della testa come a significare "eccone un' altra, incredibile". Ho accolto tutti questi segni, senza farmi troppe domande, e visti come i sassolini lasciati per terra per ritrovare la strada giusta per me. Ognuno sussurrava "sei dove devi essere, fidati del processo, fidati del tuo intuito, non ascoltare gli altri perché solo tu sai". Dopo quasi due anni sono tornata a sognare sogni vividi, complessi, pieni di significati, anche se non sempre, o ancora, interpretabili. Ho ripreso a dormir...
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