Ho chiuso qualcosa per cui non ho una definizione. Non che ce ne debba essere sempre una, intendiamoci. Le definizioni, le etichette, manco mi piacciono però spesso aiutano a districarsi, almeno a fare da filtro. Boh.
Qualcuno mi ha detto, da coetaneo, che la cosa più importante che abbiamo adesso è il tempo, e quindi di valutare bene come spenderlo. Concordo, io detesto sprecarlo, e per questo tendo ad andare più veloce, ad essere poco paziente con esso, a volerlo superare in modo da potermi voltare indietro e trovarlo ancora lì, come riserva, come scorta. Ma ci sono dei momenti che vorrei durassero un'eternità, e sono quelli felici, dove smetto di controllare l'orologio. Ho creduto di aver trovato uno di questi spazi temporali, ho creduto perchè poi ho ammesso con me stessa che non lo era. Era un ponte, un altro, che mi doveva condurre su un'altra sponda (non quella perchè, ahimè, resto amante del sesso maschile). Un ponte per avvicinarmi sempre più al luogo dove devo arrivare. E come è umano fare, mi sono un pochino persa, anzi no, mi sono fatta distrarre dalla vista, dal paesaggio, dai colori, dai nuovi sapori e sensazioni. E facendolo mi sono un poco modulata, silenziata, perchè non mi sentivo davvero libera di essere me stessa. Ho evitato di dire, di fare, di essere completamente trasparente per quel vecchio meccanismo del passato che ti sussurra che potresti non piacere, se non sei come qualcuno si aspetta. Ma è durata poco, credo sia normale alle volte ricadere in dinamiche pregresse, basta accorgersene. E ho parlato, ho detto, ho espresso fottendomene di tutto e tutti. Il risultato? L'allontanamento di chi non mi apprezzava davvero, per tutta una serie di motivi che sinceramente hanno poca importanza ai fini di quello che voglio dire con questo post.
La cosa più ridicola però è stata la frase "Tu sei imprevedibile". Mi fa ancora sorridere. Cosa significa? Che sulla base delle teorie personali, degli incontri pregressi, delle statistiche, le persone dovrebbero percorrere dei binari precostituti e non deragliare mai? Oddio Santo, potremmo chiamarla la morte della spontaneità, della sorpresa, della libertà. Davvero, che frase del minchia è? Le mie reazioni non rientrano in un elenco di possibili comportamenti attesi. Ma per fortuna. Sai che noia mortale.
Ma capisco che l'imprevisto, l'essere fuori da uno schema possa destabilizzare. Siate imprevedibili, che vuol dire "siate voi stessi senza comportarvi come qualcuno si aspetta". Non seguite le aspettative, non seguite per forza la linearità, siate biglie che escono dal percorso tracciato sulla sabbia. Non abbiate timore di non piacere, di non essere apprezzati, di essere allontanati. Siate voi e basta.
Quindi tornando al consiglio gentile di non sprecare tempo, lo condivido.
State dove siete amati, rispettati, ascoltati, accolti, non dove vi depotenziano, dove cercano di minare le vostre certezze, dove non siete liberi di esprimervi.
P.S.: Se sento un'altra volta la parola LEGGEREZZA non rispondo di me.
Per il resto, Pace e Bene , come direbbe il Manta.
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