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Ci credi al destino?

 Vi racconto una circostanza strana, che resta per me ancora insoluta e, pertanto, un qualcosa a cui ogni tanto penso. Ho bisogno di certezze, alle volte.

Ero in auto, e mi sono sentita rivolgere questa domanda, così a bruciapelo, mentre stavo narrando le mie esperienze recenti con una lettura dei tarocchi. Nello specifico una sensitiva aveva previsto un incontro, che mi sarebbe piaciuto molto, e io, titubante sul presentarmi o meno, avevo seguito la sua premonizione. Quindi alla domanda "Ci credi al destino?", non ricordo cosa abbia risposto, le domande a bruciapelo mi colgono spesso impreparata (anche se sono la prima a porle). Non mi soddisfa quasi mai la mia risposta, perchè poi dopo ci rifletto e sento il bisogno di spiegarmi meglio e aprire a nuove interpretazioni. 

Più tardi quindi ho modificato la mia risposta così: il mio lato romantico e sentimentale ci crede con tutto se stesso, ma il lato razionale non si arrende all'idea che sia già tutto scritto e che non esista quindi il libero arbitrio.

Mi sembra non faccia una piega.

La circostanza è strana perchè chi mi ha rivolto questo quesito, non ricorda di averlo posto (o finge di non ricordare). Ho valutato la possibilità di essermela immaginata (ma cazzo sono certa di aver sentito la sua voce farmi la domanda) o di aver letto nella sua mente. Probabilmente non chiarirò mai questo dubbio.

Oggi a lavoro una signora ha detto che quello che pensiamo è quello che abbiamo, cioè che la nostra mente è potente e noi siamo magici e siamo in grado di avere ciò che siamo in grado di pensare. Un'altra signora mi diceva che niente dura per sempre, e che la vita comincia alla mia età. Lei, prima, non aveva capito nulla di sè. Le ho dato ragione, io non sono quella di un anno fa. Oggi capisco, accetto, lascio andare pensieri che mesi fa, o in una vita fa, mai avrei pensato di fare.

Ci sono quelle giornate in cui vibri, in cui la tua energia è forte, dinamica, attraente e in grado di catalizzare altre energie in linea con te. Sono giornate in cui mi sento intensamente viva, non un'isola ma una parte di un universo vivo. Questa energia me la voglio ricordare e per questo ne parlo a voi. Mentre percorrevo l'ultimo tratto di strada prima di arrivare  a casa, con la musica nelle orecchie, mi sono detta che sono felice, innamorata di me stessa, di mio figlio, dei miei amici e dellla mia famiglia. E di come tutti lascino qualcosa nella mia esistenza, di come nessuno mi sfiori senza insegnarmi o donarmi un piccolo frammento di sè. Mi sono detta che per me essere libera è sempre stata la "conditio sine qua non", in ogni tipo di relzione (amicizia, amore, lavoro, famiglia). Se mi sento libera in quel rapporto, allora vi resterò sempre. Al contrario, quando mi sento in qualche modo in gabbia, non libera di esprimermi nella mia totalità, allora me ne andrò.

Le persone che incontriamo sono destinate a incrociare le nostre strade, o siamo noi ad attirarle nella nostra direzione?

Ci credete al destino?


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