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Equilibri.

Equilibri. Fragili da mantenere e difficili da trovare. Ognuno ha i propri a cui è affezionato e sa cosa può alterarli, più o meno reversibilmente. I miei sono consolidati, ne conosco i punti deboli e ne conosco la rigidità. Ma poi cosa sono se non semplici difese dalla sofferenza? All'interno dei loro confini ci sentiamo al sicuro, niente può coglierci di sorpresa, c'è quasi sempre un passaggio segreto da utilizzare in caso di estrema necessità, solo a noi noto.
Più vado avanti però, più mi confronto con gli altri, più vedo i miei equilibri come grattacieli antisismici. Sembrano rigidi ma in realtà sono in grado di oscillare, senza infrangersi. Quindi significa che posso permettermi di sbilanciarmi un po' a destra o un po' a sinistra, o da entrambe le parti, senza il timore che la struttura ceda. E stasera quasi quasi avrei la tentazione di lasciar a qualcuno la possibilità di farsi un'arrampicata per capire cosa succede. Potrei imparare a bilanciare il suo peso invece di scaraventarlo giù. Potrei offrirgli dei punti di appoggio ed aiutarlo nella scalata. E se poi arrivasse sulla cima e piantasse un piccone sull'apice delle mie fragilità? Si incrinerebbe tutta la struttura oppure la crepa rimarrebbe confinata come succede nei vetri delle auto? E se non succeddese nulla di così terribile, ma anzi il peso sulla cima desse ancora più stabilità? La tentazione di scoprirlo è immensa e difficile da tenere a distanza di sicurezza. So già come finirà. E voi?

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