Passa ai contenuti principali

"Che tu sia per me il coltello"

Sto leggendo delle citazioni prese dal libro di David Grossman e non ce n'è una in cui non mi riveda. Quest'uomo mi spaventa. E più di tutti, sono spaventata da me stessa. Per cui davvero non so se leggerò il libro. Sarebbe un suicidio. Godetevi le sue parole, nella loro estrema micidialità.

"Ma a dire il vero ho parlato solo di te, cos'ho visto in te, e non sono capace di lasciarti andare senza che tu sappia cos'è successo a me in quei momenti."

"Per un po' forse continuerò ad urlare il tuo nome a me stesso, nel cuore. Ma alla fine la ferita si cicatrizzerà."

          "Ma dentro di me esisti in un modo che mi atterrisce."


"Mi ha fatto molto piacere e mi ha fatto anche molto male. Non avevo mai conosciuto in vita mia un piacere e un dolore simili, così fusi insieme. Prometto che non ti scriverò e che non cercherò di mettermi in contatto con te. Non ti importunerò mai più. A malincuore chiuderò la porta che ti ho aperto con tanta gioia. Ma se per qualche motivo deciderai di di tornare da me, devi sapere che in questa fase della mia vita ho bisogno della tua disponibilità più completa e della tua capacità di comprensione più profonda. Ho bisogno che tu fluisca liberamente verso di me, senza alcun ostacolo esterno. Ne ho bisogno come dell'aria che respiro. Se non puoi donarmi tutto questo, non venire. Davvero: non venire. Perché probabilmente mi sono sbagliata sul tuo conto..."


        "Se potessi ti comprerei una casa grande enorme capace di contenere la tua anima e la riempirei con tutti i tuoi sogni grandi e piccoli."


"Mi stringerai ancora più forte e mi bacerai con tutta l'anima, come se, così facendo, riversassi in me tutto quello che è racchiuso e celato in te, che si aprirà e si svelerà nel mio corpo, piano piano, finché tutto si scioglierà."


"Sono solo parole, dopotutto, e io sto qui a elemosinarle, come un mendicante."


"Ciononostante, a volte, ripeto ad alta voce una tua frase, o solo una sequenza di parole, e sento sfilacciarsi una cucitura interna, l'imbastitura dell'anima. Scrivi, ogni giorno sprecato è un delitto."


"Voglio una visita guidata a quelle "profondità" misteriose, e pretendo di conoscere tutti gli strati sedimentati, per chiamarli almeno una volta per nome e avere da loro una risposta. Che siano finalmente miei, senza il solito, eterno silenzio (che in questo momento, per esempio, senza motivo apparente, nella calca del quotidiano, mi fa esplodere il cuore)."


"Non avevo mai immaginato che conoscere il linguaggio di un estraneo potesse essere eccitante come il primo contatto con il suo corpo, il suo profumo, la sua pelle, i capelli e i nei."



Commenti

Post popolari in questo blog

Istanbul.

Le rondini mi hanno condotto a Istanbul. Le rondini e un ragazzo che le ama quanto me.  Ho finito di leggere la Profezia di Celestino là, libro consigliatomi da un perfetto sconosciuto, un gentile e generoso perfetto sconosciuto. Nel libro si parla dei segni, delle sincronicità, delle coincidenze significative, di come riconoscerle, chiamarle a sé. Che ci crediate o meno, io ne ho trovate così tante a Istanbul da lasciarmi sempre con un sorriso sul volto e uno scuotere delicato della testa come a significare "eccone un' altra, incredibile". Ho accolto tutti questi segni, senza farmi troppe domande, e visti come i sassolini lasciati per terra per ritrovare la strada giusta per me. Ognuno sussurrava "sei dove devi essere, fidati del processo, fidati del tuo intuito, non ascoltare gli altri perché solo tu sai". Dopo quasi due anni sono tornata a sognare sogni vividi, complessi, pieni di significati, anche se non sempre, o ancora, interpretabili. Ho ripreso a dormir...

Tempo lentissimo.

 Sono seduta ad un tavolino di Palegg, nel quartiere di Kadikoy, e piove. Lo stereo suona musica jazz… una delle canzoni recitava “dance me to the end of love”. Mi è venuto in mente un post di qualche tempo fa, non su questo canale. Met è uscito dalla cucina con un mazzo fumante di salvia in mano, per cacciare fuori le energie negative. Se lo avessi visto un mese fa, non so cosa avrei pensato, ma nelle ultime settimane ho bruciato anch’io foglie di salvia sulla fiamma delle candele accese per illuminare la notte, sul mio terrazzo. Ho scoperto che ne adoro l’odore. Sto bevendo una limonata fredda alla lavanda, prima ho testato una bevanda deliziosa con fragole, miele e acqua gassata. La giornata è lentissima, si muove come il fumo sulle note di queste musiche jazz, tra dita che scelgono le parti frondose del finocchietto per farne un olio aromatizzato, colazioni turche che sembrano pranzi e cene insieme e gatti sonnacchiosi sdraiati in ogni dove. Scarabocchio parole a caso su un fog...

Le sincronicità.

Sto leggendo tanto, libri che trattano argomenti diversi: passo dal femminismo allo sciamanesimo, dalla sessualità alla psicologia. Possono sembrare temi sconnessi ma in realtà tutto è collegato. Ho la testa stipata di cose nuove, che cercano di debellare vecchie credenze, dogmi, immagini e non faccio che ripetere che "mi sento confusa". E te credo. Qualcuno commenta dicendo che è dispiaciuto che io sia confusa, ma la confusione è una cosa positiva, fa parte del processo, cambiare confonde, lasciare andare costrutti mentali confonde, perché in loro per tanto tempo avevo trovato comfort, sicurezza. Il caos destabilizza, sentirsi pienamente centrati e dopo poco invece pieni di dubbi, è faticoso. Ma quella vibrazione sottopelle che compare quando vedi davvero, quando apri gli occhi, quando sei eccitata perché ti stai muovendo e decidi, senza essere vittima delle decisioni, beh quella è una sensazione impagabile.  Voglio raccontarvi di quelle che Jung chiamava sincronicità, o coi...