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Maschere.

Avete presente un riccio? Una pallina di carne morbida, un musino incantevole, le zampette rapide...Tutto ricoperto da uno spesso e pericoloso manto di spine. SPINE. ACUMINATE. PENETRANTI. INCURANTI. Non importa il tipo di nemico.  Si issano su a difesa del proprietario, come palizzate all'esterno di un castello sulle cui punte poi rimangono infilzati i nemici. Feriscono, in alcuni casi in modo mortale. Vorrei tanto essere dotata anche io di aculei. O in alternativa vorrei essere un valido arciere con le sue belle frecce pronte ad essere scoccate. E perchè no, magari con la punta intrisa di veleno. Ma non un veleno che uccide, ma del tipo "Veritas Serum". Piton aveva capito tutto. La verità ci sfugge sempre. Per quanto si cerchi di carpirla, di interpretarla, di analizzarla...Ognuno ha la propria e la può distorcere e reinventare quando vuole. Però ad un certo punto si diventa prigionieri delle nostre stesse trappole, come un cacciatore che dissemina il bosco di tagliole e poi si dimentica dove le ha collocate, tante sono le volte in cui ha cambiato la loro dislocazione. Non si sa più cosa è vero e cosa no, cosa è costruito e cosa no, cosa è un preconcetto  e cosa non lo è...Rimangono solo credenze sbagliate e bugie con le gambe molto lunghe. Si può scegliere di continuare a crederle reali  oppure si può gettare la maschera, prima che sia troppo tardi e che non si scinda più dalla propria pelle.

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Istanbul.

Le rondini mi hanno condotto a Istanbul. Le rondini e un ragazzo che le ama quanto me.  Ho finito di leggere la Profezia di Celestino là, libro consigliatomi da un perfetto sconosciuto, un gentile e generoso perfetto sconosciuto. Nel libro si parla dei segni, delle sincronicità, delle coincidenze significative, di come riconoscerle, chiamarle a sé. Che ci crediate o meno, io ne ho trovate così tante a Istanbul da lasciarmi sempre con un sorriso sul volto e uno scuotere delicato della testa come a significare "eccone un' altra, incredibile". Ho accolto tutti questi segni, senza farmi troppe domande, e visti come i sassolini lasciati per terra per ritrovare la strada giusta per me. Ognuno sussurrava "sei dove devi essere, fidati del processo, fidati del tuo intuito, non ascoltare gli altri perché solo tu sai". Dopo quasi due anni sono tornata a sognare sogni vividi, complessi, pieni di significati, anche se non sempre, o ancora, interpretabili. Ho ripreso a dormir...

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Le sincronicità.

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