Londra.
Quanti fiori ci sono nel mondo? Di quanti colori e forme? E profumi? Quanto può essere attrattivo andarcisi a posare, quel poco che basta per prendere ciò che serve a sopravvivere, fino al fiore successivo, o al giorno successivo, o alla solitudine di domani. Quanti corpi muscolosi, tonici, abbronzati? Quanti nuovi occhi e odori, modi di parlare e suoni di risate? Quanti sorrisi sconosciuti? Quanti ancora per comprendere che sono tutti simili, che quella sensazione di felicità è effimera, quella apparente illusione di colmare la solitudine dell’anima non dura che un amplesso di polline? Ci si stanca di vagare, di non mettere radici in un’altra anima, di zingarare da una corolla all’altra. Un fiore, uno solo, che in sé racchiuda tutti i petali del mondo, tutte le sfumature dei tramonti che non saranno possibili vedere davvero, tutta la meraviglia che esiste nelle cose che si scelgono, ogni giorno, con Amore. Un fiore, uno solo. Dove scegliere di restare, colmi d’Amore.
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