Maggio passa in un attimo, come un battito d’ali di gabbiano. Il mese più lungo della primavera, il più atteso, il più dolce. I tappeti odorosi di gelsomini, i glicini lilla, le serate tiepide come il respiro dell’amore sul viso. Maggio è fatto di cose effimere, come i miei adorati tigli in fiore, che quando ti inebriano del loro profumo dolce già sono tornati verdi, e tu resti lì a cercare di riportare alla mente quell’incanto in attesa di viverlo ancora, l’anno dopo. Maggio è così, una fucina di delizie immortali. Vorrei fosse un eterno Maggio fiorito. Maggio è il mio mese preferito.
Le rondini mi hanno condotto a Istanbul. Le rondini e un ragazzo che le ama quanto me. Ho finito di leggere la Profezia di Celestino là, libro consigliatomi da un perfetto sconosciuto, un gentile e generoso perfetto sconosciuto. Nel libro si parla dei segni, delle sincronicità, delle coincidenze significative, di come riconoscerle, chiamarle a sé. Che ci crediate o meno, io ne ho trovate così tante a Istanbul da lasciarmi sempre con un sorriso sul volto e uno scuotere delicato della testa come a significare "eccone un' altra, incredibile". Ho accolto tutti questi segni, senza farmi troppe domande, e visti come i sassolini lasciati per terra per ritrovare la strada giusta per me. Ognuno sussurrava "sei dove devi essere, fidati del processo, fidati del tuo intuito, non ascoltare gli altri perché solo tu sai". Dopo quasi due anni sono tornata a sognare sogni vividi, complessi, pieni di significati, anche se non sempre, o ancora, interpretabili. Ho ripreso a dormir...
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