lunedì 23 ottobre 2017

Incipit vita nova.

Incipit Vita nova. Così scriveva il sommo poeta.
Forse lo è, questa nuova vita, un inizio.
Sono libera di scegliere, come non lo ero da un po'. Ah bene!
Ho ripreso in mano il libro che ho iniziato a scrivere 4 anni fa, e spero di finirlo. Sono cambiate tante cose nel frattempo e devo decidere cosa portare con me e cosa invece cancellare da quelle pagine. Non ho più motivo di cercare sfogo alla tristezza che provavo, alcuni personaggi non hanno più un posto tra le righe della storia. La mia storia parla di cose buone, amici, amori, famiglia, cibo e musica, perchè sono i cardini della mia vita.
Parla anche della mia città, perchè non esiste, al mondo, un posto così: lei custodisce il mio passato, presente e futuro; cova, come una chioccia, i miei ricordi e le mie paure; tra le sue strade si parla la mia lingua irriverente; sulle sue acque si annida il mio riflesso.
In un millennio in cui i giovani ed i vecchi emigrano in cerca di certezze e stabilità, io me ne resterò qua, ma non mi sentirò mai sola. La mia è una scelta libera e consapevole. Anche se ai vostri occhi può non sembrare, so benissimo cosa voglio. Molto più di voi.

mercoledì 4 gennaio 2017

La diplomazia? A piccole dosi, qb.

Sono sempre stata poco incline al cambiamento, davanti alle novità faccio muro, mi oscuro e comincio a vagliare tutti i "sè". Tradire l'abitudine mi spaventa. Tradire qualcosa che è da tanto in un modo mi fa sentire ingrata, dubbiosa, e piena di "ma". Comincio a pensare di avere dei tratti ossessivo-compulsivi, forse solo un'inclinazione potenziale che resta in secondo piano grazie alla mia contemporanea capacità di sbattermene degli schemi e delle regole. Sono dicotomica, costantemente in conflitto con me stessa. Tanti mi definiscono diplomatica, io non userei mai un aggettivo così per me, mamma dice che quando voglio so essere diplomatica. Quindi tendenzialmente non lo sono. Chi mi conosce bene sa quanto possa essere diretta e non politicamente corretta. Come si fa ad essere amici di tutti? E' come esserlo di nessuno. Non mi piacciono i "politici", non mi piace chi non si schiera mai, non mi piace chi cerca sempre di accomodare le cose. A volte c'è bisogno che si frantumino. Però intorno è sempre più un covo di persone che per motivi vari (quieto vivere, fifa-di cosa poi?-, paraculismo, inerzia) non dice ciò che pensa (o se lo fa, solo in separata sede). Chi invece è leale con se stesso è un "diverso", uno "ganzo", una figura mitologica che sì, ti garba, ma come ti garba un supereroe dei film. Batman è figo, è giusto, è un grande, "ma chi me lo fa fare a me di rompermi le scatole così?"- "mangiare, lavorare, dormire".
Vedo tanti pecoroni in giro, assuefatti al tram tram quotidiano, senza aspirazioni ma pieni di lamentele, senza sogni se non la birra davanti alla tv, senza voce. Parlate. Fa bene.
Anche cambiare fa bene: di tanto in tanto. Se siete delle brave persone, non cambiate.
La diplomazia? A piccole dosi, qb.

sabato 24 dicembre 2016

Sceglietevi.

Un anno che non scrivo qui. Come fa un anno a passare così velocemente? Non fai in tempo ad abituarti a scrivere la data corretta che Voilà!, è già andato. Per un mio personalissimo difetto, che tento di correggere, vivo le cose aspettandone la fine. Per esempio: so di aver un impegno tra 15 giorni? Bene, tutto il mio essere si proietta a quella data, come fosse un traguardo da raggiungere, uno dei tanti... ma così facendo mi sono accorta che non ci sono altro che traguardi da passare, obiettivi da non deludere, giorni da barrare su un calendario. La vita scorre così veloce...
Questa società non mi piace, questo modo di concepire il vivere come una sequela di evoluzioni sempre più sofisticate e poco durature: ogni giorno esce qualcosa di ancor più tecnologico, tutti comprano e vogliono stare al passo con i tempi senza accorgersi che è il tempo a non stare al passo con loro.
Facciamo centiania di foto che immagazziniamo in una memoria che sta nel palmo di una mano, ma non stampiamo più quei ricordi, non creiamo più album di famiglia, non ammiriamo più le città, il cibo e la natura con gli occhi, ma attraverso un'interfaccia. Pretendiamo marchingegni che siano sempre più rapidi per guadagnare tempo, ma poi, con quel tempo, che ci facciamo?
Il tempo è il mio chiodo fisso. Non mi basta mai. E purtoppo mi rendo conto, a malincuore, di far parte anche io di quel gregge che si alza la mattina, va a lavoro e torna a casa la sera. Ma sto lavorando tanto anche perchè tutto ciò non sia vano, per poter nel futuro prossimo decidere per me. Chi può scegliere, deve farlo, è un obbligo verso se stesso. Scegliete la vita, scegliete i vostri cari, scegliete le passeggiate sul mare e lasciate il cellulare a casa, scegliete un buon libro ed una merenda con gli amici, scegliete le foto da appiccicare nel vostro album imperfetto, scegliete ciò che vi rende felice, sceglietevi!
Buon natale sconosciuti.

giovedì 31 dicembre 2015

Bilancio di fine anno. Ho perso qualcosa.

Sono giorni che fremo di scriverlo, di mettere nero su bianco questo bilancio annuale.
Lo scorso anno mi ero ripromessa di dedicare più tempo alla scrittura, ma niente, non ce l'ho fatta: il lavoro mi tiene occupata troppo a lungo e spegne il mio entusiasmo creativo. Ho avuto poco tempo anche per gli amici: ritagli qua e là, brevi e fugaci. Brutta cosa, davvero brutta.
Ho una lista di progetti in standby, e ne avrei ancora, ma cerco di pormi un limite, tanto non ho tempo quasi per nessuno di essi. Il tempo, il mio acerrimo nemico di sempre, così affezionato. Vorrei che rallentasse o che si dilatasse, a mio piacimento, ma non ne vuol sapere. Per ora.
In questi 365 giorni volati via, colmi di impegni soprattutto lavorativi, ho perso qualcosa, e insieme a quel qualcosa, qualcuno: un'amicizia decennale, un'amica, una persona che è in quasi tutti i miei ricordi degli ultimi 13 anni. Come è potuto succedere, vi chiederete? Semplice: ho detto la verità, una verità troppo schietta e non parafrasata, una verità che sedimentava sul fondo di una bottiglia da un po' e che, quando ho tolto il tappo, era ormai andata a male, sapeva di sughero.
Forse ho sbagliato i tempi, e le modalità, può essere, ma era la verità e si sa che non è mai piacevole. Si può decidere di ingoiarla e digerirla, oppure si può rinnegarla ed andare avanti. Lei ha scelto la seconda strada, perchè fra l'amore e l'amicizia, la seconda di nuovo era la più sacrificabile. Mi manca, a volte: all'improvviso mi viene in mente il suono della sua risata. Ho pure notato che ho fatto miei alcuni dei suoi modi di dire, buffo. Non passa giorno che io mi chieda se potevo fare diversamente, ed ogni volta torno al punto di partenza: no.
Sono delusa, forse è la persona che più mi abbia deluso in tutta la mia vita: avrei preferito centinaia di moine in meno al posto di una seconda possibilità per noi. Non c'è stata, e non ci sarà. Il suo legame così forte per me si è sciolto in un secondo, era una bugia costruita sul buon vivere quotidiano. E la realtà schifosa l'ha spezzato. Da allora l'immagine che avevo di lei è svanita, lei...vittima come altri della paura.
Io continuo a guardarmi in uno specchio, e a vedermi la stessa, con qualche ruga d'espressione in più, lo ammetto. Quei princìpi che mi guidano, li onoro tutti i giorni, o almeno ci provo. La violenza fisica e mentale non è tollerata, in nessun modo, soprattutto se a scapito di una donna.
Auguro a tutti di essere delle persone sempre migliori... fate quello che dite, in poche parole.... "Fatti, non pugnette" (anche questo era un suo modo di dire).
Auguro a me stessa di riuscire a trovare più tempo da dedicare a quegli amici che adoro e che vedo troppo poco, quelli amici veri che mi dicono quando sbaglio, perchè di loro ho bisogno.
Buona fine e buon principio a tutti.

sabato 31 ottobre 2015

Sono poco seria allora.

Il tempo. E' il mio pensiero fisso.
La testa mi scoppia e mi chiedono se sono nervosa. Sono tesissima. Non posso vivere come fa la maggior parte delle persone. Non posso seguire schemi, nè orari, nè obblighi imposti. Lo faccio, intendiamoci, perchè costretta, ma mi costa un'enorme fatica mentale. Più ci penso e più mi arrabbio: com'è che prima o dopo finiamo tutti nella rete? Com'è che ci incanaliamo in una coda infinita di individui tutti uguali? La sveglia, la macchina, il lavoro, la macchina, casa, la sveglia e di nuovo da capo.
Io non ci sto! Io voglio vivere e la vita è fatta di ciò che ami fare, non di lavoro. Ma la società è stata impostata, da chi ne detenie il potere, in modo che ognuno di noi si senta in colpa se fa meno, produce meno, lavora meno. Perchè? Io incontro tante persone ogni giorno per via del mio lavoro: sono tutte stanche, stressate e sempre di corsa. Tante repliche di uno stesso copione.
Non sono una poco di buono, mai stata. Ma vivo sospesa in un limbo aspettando il fine settimana, un fine settimana in cui vorrei e dovrei fare tutte quelle cose che mi fanno stare veramente bene. Il mio tempo e la mia vita non possono essere gestiti da altri.
In un mondo di bisogni indotti e di doveri prestabiliti, vivere davvero è considerato segno di poca serietà.
Sono poco seria allora.

giovedì 13 agosto 2015

Una giornata felice.

Volevo iniziare questo post con una riflessione riguardo la tristezza. Volevo dire che è estremamente produttiva: oggi sono triste e infatti scrivo. Poi ho aperto il mio blog e scopro che il mio ultimo post è datato 4 Gennaio. 7 mesi fa. 7 mesi in cui non ero tanto triste da sentire la necessità di tornare qua. Diciamo pure che sono in ferie, quindi magari è perchè ho un po' più tempo da dedicare alla tristezza.
Oggi il mio fratellino torna a Londra, dopo dieci giorni passati qui, a casa, con noi. Per lui sono stati dieci giorni di buon cibo, di sole e caldo ininterrotto, di famiglia e amici.... e di mare.
Tutte le volte che ci penso, al mare intendo, capisco la mancanza che sentono tutti quelli che, volenti o nolenti, devono starne lontani pur amandolo infinitamente. Il mare è un richiamo irresistibile, sempre... di giorno, di notte, con il freddo... è sempre lì che ti chiama.
Di questi dieci giorni l'immagine più bella è quella di stamani: mamma in acqua, un'acqua limpida e piena di sarpe e occhiate che nuotavano in cerchio, Matti che si tuffa di testa, con estrema grazia, in mezzo a tutti quei pesci argentati ed io che li osservo dall'alto di uno scoglio, io che li tengo d'occhio. Sempre.
E sono qui che quasi mi maledico per non aver scattato una foto, fra tante foto inutili che scatto ogni giorno. Però poi mi basta chiudere gli occhi o solo estraniarmi un attimo dalla realtà per rivivere tutto: le sfumature verdi dell'acqua cristallina, gli occhiali da sole di mamma, il cappello che mi fa ombra ed il tempo che si ferma un attimo, per trattenere il fiato, prima che le dita del tuffatore fendano la superficie incantata del mare.
Un quadro perfetto e sereno di una calda ed assolata giornata di metà Agosto.
Una giornata sospesa, senza tempo e nel tempo, senza scadenze, senza obblighi.
Una giornata così dannatamente semplice.
Una giornata felice.

domenica 4 gennaio 2015

Bilancio in ritardo.

E' da inizio Dicembre che penso al mio bilancio di fine anno ma per un motivo o per un altro non l'ho scritto entro la fine di questo anno, credendo che fino all'ultimo potesse ancora succedere qualcosa che l'avrebbe mutato. Non è successo, o almeno così mi sembra. Non ricordo di preciso cosa mi aspettassi.
Direi che è stato un anno nel complesso molto bello, trascorso rapidissimamente, ma intenso. E' stato pieno d'amore, quell'amore che inseguivo tra le righe dei libri e sulle nuvole del cielo. L'ho cercato tanto, invano, guardando il mare e gli scogli, guardando le mamme passeggiare con i loro bambini, guardando le foglie cadere e rotolare via nel mio giardino. L'ho cercato sul soffitto di camera mia e sull'asfalto indeciso dei marciapiedi di Livorno. L'ho cercato ovunque e seppur sapessi che da qualche parte esisteva, non sapevo come trovarlo e se mai ci sarei riuscita.
E' venuto lui da me, travestito un po' goffamente, e lì per lì ho rischiato di non riconoscerlo e di lasciarlo andare via. Per fortuna poi ho aperto gli occhi. Oggi sono innamorata e libera e per me la libertà di essere se stessi è quel che conta di più.
Sono molto felice, inutile negarlo per  paura che la gelosia e l'invidia degli dei si scateni su di me, e se alle volte sembro sulle mie e poco incline alle nuove "esperienze" è solo perchè so esattamente chi sono e cosa voglio. Il resto è uno spreco di tempo ed una bugia, e non c'è peggior cosa di chi mente a se stesso.
Tirando le somme, l'unica cosa che rimpiango quest'anno è di aver avuto pochissimo tempo per scrivere. E se piove di quel che tuona, a meno che Renzi non decida di allungare le giornate di ventiquattro ore almeno,  in modo che possa farci incastrare anche qualche sonnellino in più, la vedo bigia.
Amate, scrivete, e guardatevi allo specchio: se vi viene da sorridere vuol dire che siete nel posto giusto.
Buon 2015 a todos.